"Per il nostro Paese le elezioni sono state un dono. Abbiamo dimostrato la responsabilità e la volontà di costruire un futuro in maniera democratica e di perseguire la pace e la convivenza di tutti, serbi e albanesi che vivono qui". Con queste parole, rilasciate al Sir, l’amministratore apostolico del Kosovo, mons. Dode Gjergji, commenta il voto nel Paese che ha visto vincere il Pdk, finora all’opposizione, dell’ex leader guerrigliero kosovaro Hashim Taci. Tuttavia mons. Gjergji non manca di esprimere "tristezza" per "la bassa affluenza alle urne" in particolare "della minoranza serba. Una scelta che rattrista". A riguardo l’amministratore apostolico afferma che "abbiamo bisogno di andare avanti con pazienza convincendo i serbi a non essere legati al passato ma a gettare lo sguardo al futuro. I cittadini kosovari di origine serba vogliono convivere con il resto della popolazione. Purtroppo risentono di pressioni esterne che non li lasciano. Non c’è muro tra serbi e albanesi qui in Kosovo ma ragioni politiche rendono questa convivenza problematica". In questo cammino verso "la democrazia e l’Europa" la Chiesa, conclude, "non farà mancare il suo contributo alla costruzione di un Paese libero".