BENEDETTO XVI: ANGELUS, "IL VERO ANTIDOTO ALLA MENTALITÀ NICHILISTA"

L’invito di Gesù ai discepoli "a non avere paura, ma ad affrontare difficoltà, incomprensioni e persino persecuzioni con fiducia, perseverando nella fede in Lui" è stato fatto proprio dalla Chiesa che sin dall’inizio "vive nell’attesa orante del ritorno del suo Signore, scrutando i segni dei tempi e mettendo in guardia i fedeli da ricorrenti messianismi, che di volta in volta annunciano come imminente la fine del mondo". Lo ha ricordato, ieri mattina, Benedetto XVI, introducendo da piazza S. Pietro la preghiera dell’Angelus. "In realtà – ha aggiunto il Papa – la storia deve fare il suo corso, che comporta anche drammi umani e calamità naturali. In essa si sviluppa un disegno di salvezza a cui Cristo ha già dato compimento nella sua incarnazione, morte e risurrezione". Questo mistero, ha spiegato il Santo Padre, "la Chiesa continua ad annunciare ed attuare con la predicazione, con la celebrazione dei sacramenti e la testimonianza della carità". Di qui l’invito a raccogliere "l’invito di Cristo ad affrontare gli eventi quotidiani confidando nel suo amore provvidente. Non temiamo per l’avvenire, anche quando esso ci può apparire a tinte fosche, perché il Dio di Gesù Cristo, che ha assunto la storia per aprirla al suo compimento trascendente, ne è l’alfa e l’omega, il principio e la fine". (segue)