"Dall’inizio della guerra in Iraq si contano 87 giornalisti uccisi. Eppure è importante raccontare l’orrore della guerra". Lo ha detto ieri sera Carmen Lasorella, prima inviata italiana nel Golfo Persico nel 1987, intervenendo al Festival dell’eccellenza al femminile "Matilde di Canossa le donne, la storia, la scienza, il potere", promosso a Genova (fino al 17 novembre) dal Comune e dalla Provincia con l’associazione Medì (Schegge del Mediterraneo). "Matilde di Canossa simbolo dell’eccellenza femminile nella storia" spiegano gli organizzatori dell’incontro, che vedrà le testimonianze di "50 donne eccellenti in settori storicamente dominati dalle figure maschili, come l’economia, la politica, la scienza". "Vediamo immagini di guerra ovunque ha proseguito Lasorella -, in tv sul web, immagini della realtà in presa diretta. La guerra è sempre più concepita come fatto mediatico, quasi come spettacolo. Il giornalista, soprattutto quando parla protetto sulla terrazza di un hotel, rischia di cessare di essere testimone per diventare testimonial. Per evitarlo ci vuole maturità, sincerità e, soprattutto responsabilità. La gente muore davvero, non è un videogame, uomini e donne muoiono e muoiono male. Tutto questo lascia un segno. Anche una notizia sbagliata, non verificata o data nel modo sbagliato può provocare confusione e violenza".