LITURGIA: SANSON (DIOCESI DI VICENZA), NO A "SEGNI MANEGGIABILI A PROPRIO GUSTO"

"Occorre ricuperare il valore della ritualità come unica forma del mistero in azione": lo ha detto oggi ad Assisi, don Virginio Sanson, dell’Ufficio beni culturali della diocesi di Vicenza, intervenendo con la relazione su "La sensibilità artistica nella formazione liturgica" al convegno nazionale dei direttori degli uffici liturgici diocesani promosso dalla Cei. Secondo Sanson, "l’azione rituale non è il lato superficiale e debole della liturgia, o una realtà di segni maneggiabili a proprio gusto, e tanto meno un elemento di disturbo, ma piuttosto è la dimensione maggiormente congeniale alla natura di evento del ‘mistero’". Il relatore ha proseguito nella riflessione sul rito, affermando che "contenuto e forma non vanno concepiti in opposizione, ma in un rapporto di necessaria reciprocità. Il contenuto infatti non giace dietro la forma, ma in essa. Il ‘mistero’ non accade al di là del rito, ma in esso". (segue)