FEDE E CULTURA: "GESÙ DI NAZARETH", L’INQUIETUDINE DI FERRARA E IL DIALOGO DI RAVASI

"Questo libro è al centro del lavoro quotidiano costante che la diocesi di Roma sta facendo, tanto che il programma pastorale comincia con alcune parole che si riferiscono alla sostanza del libro Gesù è il Signore". Così ieri sera, a San Giovanni in Laterano, il card. Camillo Ruini ha offerto una lettura di prospettiva dell’incontro su il "Gesù di Nazareth" di Benedetto XVI che ha aperto il nuovo corso di "Dialoghi in cattedrale" con Gianfrano Ravasi e Giuliano Ferrara. "Credo nella fede degli altri – ha detto tra l’altro il direttore di Il Foglio – la amo, in un certo senso la desidero. L’inesistenza della mia fede non mi porta a considerare la fede come una variante della superstizione o del fanatismo. Se poi la fede degli altri mi si presenta con il vigore e la passione razionali di un magnifico libro di teologia, se il sapere della fede e la fede nel sapere di un Papa mi insegnano qualcosa di prezioso, crescono a dismisura la mia inquietudine, la mia curiosità e la mia fiducia". Il presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, affermando che, nella ricerca del volto di Cristo, si può esprimere "il tentativo di scoprire il segreto profondo della storia", ha ripreso così il pensiero di Ferrara: "Ci sono domande fondamentali che serpeggiano nel mondo laico e non credente, e a queste anche il messaggio cristiano deve rivolgersi. E lì che si stabilisce un dialogo".