PEDOFILIA: DON RIGOLDI (CAPPELLANO "BECCARIA"), "INTERVENIRE PRIMA CHE IL DRAMMA SI MANIFESTI"

"Non si diventa pedofili a una data età, ma si comincia, poco alla volta, fin da giovani. Per questo sarebbe importante che la scuola e le altre agenzie educative, fossero capaci di leggere i primi segnali dei cambiamenti della personalità, per poter intervenire prima che questo dramma si manifesti in tutta la sua crudezza". Lo ha detto ieri a Milano don Gino Rigoldi, da 35 anni cappellano del carcere minorile "Beccaria" di Milano, intervenuto alla presentazione del primo romanzo italiano sulla pedofilia, "Una ferita aperta", storia di un ragazzino di 13 anni abusato dal convivente della madre, raccontata da due psicoterapeuti, Renzo Rocca e Giorgio Stendoro. "Non possiamo rassegnarci alla violenza in famiglia", ha ammonito don Rigoldi, che ha anche condannato una certa cultura che fa del sesso "un bene di consumo". Il cappellano ha quindi osservato che "anche chi si macchia di un reato tanto grave, può essere recuperato alla vita civile". "Nel carcere di Bollate – ha spiegato – esiste un centro di mediazione dei conflitti che cura circa ottanta condannati per pedofilia; è un servizio molto importante che serve a tamponare eventuali ricadute". Con buoni risultati: chi segue il trattamento, abbatte la possibilità di recidiva dell’85%.