"Bisogna prendere la costruzione europea per ciò che essa rappresenta per i popoli di tutta l’Europa: l’espressione di una esigenza spirituale, morale e politica". Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica francese, ha rivolto oggi una allocuzione al Parlamento Ue riunito a Strasburgo. Nel suo intervento (8 cartelle), ha affrontato numerosi argomenti, dalle origini storiche dell’integrazione fino al "no" francese e olandese alla Costituzione, per giungere al Trattato di Lisbona. "Vi ringrazio ha spiegato Sarkozy di consentirmi di rinnovare davanti a voi l’impegno europeo della Francia e di dirvi che il no francese alla Costituzione non era per il popolo francese l’espressione di un rifiuto dell’Europa, ma l’espressione di una più grande esigenza nei suoi confronti". Il relatore ha quindi affermato che l’Ue non può essere semplicemente una "macchina amministrativa" o "giuridica"; essa deve rispondere a esigenze concrete, ma deve anche tenere in considerazione "i sentimenti e le passioni umane". "L’Europa si farà con i popoli; non si farà senza di essi né contro di essi". Dunque, "quando i popoli dicono no" (il riferimento è appunto all’esito del referendum del 2005 che ha respinto la Carta Ue), "non si può dire che i popoli hanno torto, bisogna domandarsi perché i popoli hanno detto no". (segue)