LITURGIA: BONACCORSO, “I LINGUAGGI CHE AIUTANO AD AVVICINARSI AL MISTERO” (2)

“La liturgia mi dice l’essenza della fede che è ‘esserci’ con la propria persona in Dio, nella sua ricerca sincera. Il rito segna del resto anche un ‘confine’, in quanto interrompe la vita ordinaria e immette in un percorso alternativo”: lo ha detto dom Bonaccorso proseguendo la relazione di apertura della giornata al convegno nazionale dei direttori degli Uffici liturgici diocesani. “Poiché il confine sospende la vita sociale ordinaria – ha proseguito – occorre istituire un modello alternativo che è stabilito dai riti di iniziazione, senza i quali nessun altro rito avrebbe senso. Così si consente ai nuovi membri l’appartenenza alla fede e alla comunità che la professa”. Il relatore ha poi ricordato il “terzo momento” del percorso rituale, “costituito dalle diverse forme di celebrazioni che riguardano i successivi passaggi vitali degli individui e del gruppo: matrimonio, liturgia per gli infermi, funerali, culto di lode, benedizioni”. “Lo sforzo è quello di evitare quella forma di schizofrenia tra la vita e il suo senso, così tipico dei nostri giorni in cui da un lato si elabora il senso (scuola, parrocchia) e dall’altro si vivono le emozioni (discoteche, stadi, shopping) senza collegare i due ambienti in una sintesi vitale”.