” “"Con questi episodi il calcio c’entra molto poco" e il tifo diviene "catalizzatore di qualcos’altro, che in situazioni normali si manifesta con cori e striscioni, ma basta un nulla per trasformarlo in scontro fisico". Così il pedagogista Mario Pollo commenta al Sir gli scontri avvenuti ieri a Roma e in alcuni stadi italiani, in seguito alla morte di un giovane tifoso laziale, Gabriele Sandri, di 28 anni, ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente della Polstrada in un’area di servizio vicino ad Arezzo. "Il calcio prosegue il pedagogista è semplicemente un vessillo, che dà un’appartenenza per mettersi in posizione antagonista rispetto a gruppi con diversa appartenenza", e saziare così "un bisogno di apparire, di visibilità mediatica in una società dove altrimenti si resta invisibili". Tra gli antagonisti per eccellenza degli ultras, ancor prima dei tifosi avversari, vi è la polizia, "e ieri l’episodio avvenuto in autostrada ha permesso a questo odio di esprimersi direttamente". Però, precisa Pollo, quanto successo è indice di "un malessere che non riguarda l’intero corpo giovanile, ma è limitato ad alcune frange sociali".” “