” “Contro un potere mafioso che "permea di sé sia i singoli sia le istituzioni", si legge nel documento, deve svilupparsi un "senso critico capace di discernere i valori e le autentiche esigenze evangeliche". "Se da un lato inquietano certe accuse di connivenza" tra criminalità e politica, "dall’altro risalta, specialmente per il cristiano, la necessità dell’impegno nella polis, come espressione della carità e dell’amore che il credente vive in Cristo". La "carità politica" e i "frequenti casi di corruzione", scrivono i vescovi, "ci spingono non solo a sollecitare la politica al recupero del valore di servizio, ma ancor più ad esortare i cristiani a non disertare questo servizio". "Dinanzi alla progressiva perdita dei valori di solidarietà proseguono nel documento – facciamoci strumenti di lotta ai mercanti di morte, ovunque essi si annidino e qualunque panni indossino: siano essi mafiosi o detrattori della vita". Allo stesso tempo "rinnoviamo l’attenzione agli ultimi e agli emarginati". Nella lettera viene poi chiesto un "impegno consapevole" a vescovi, sacerdoti, religiosi e operatori pastorali per maturare "una profonda coscienza della responsabilità", "coltivando una vita di preghiera e carità e coniugando per primi, nel nostro quotidiano, autenticità, coerenza, amore per il prossimo, giustizia e legalità". (segue)” “