In occasione del Forum sulla governance di Internet (Igf), che si svolge questa settimana a Rio de Janeiro, Amnesty international ha denunciato l’aumento su scala mondiale delle restrizioni alla libertà di espressione on line. L’organizzazione ritiene che le numerose denunce sul coinvolgimento delle aziende nella soppressione dei diritti umani richieda "un’assunzione di responsabilità più seria da parte delle stesse aziende e dei governi". Amnesty chiede a questi ultimi di "porre fine alla repressione on line, abrogare le legislazioni restrittive e rilasciare tutti i prigionieri condannati per l’espressione delle proprie opinioni tramite Internet. I governi dovranno anche impegnarsi a varare una serie di standard comuni per prevenire le violazioni dei diritti umani on line". Amnesty chiede inoltre alle aziende "di usare tutti i mezzi tecnici, politici e legali, a livello locale e internazionale, per evitare che diventino complici dei governi nelle violazioni dei diritti umani". Due anni dopo l’accordo raggiunto a Tunisi sui principi che dovrebbero governare Internet, sempre più Paesi filtrano i contenuti delle pagine web, intimidiscono e arrestano i ‘cyberdissidenti’. (segue)