PENA DI MORTE: SANT’EGIDIO, "MOMENTO DECISIVO" PER UNA MORATORIA ONU (2)

Marazziti evidenzia poi come pure tra i Paesi più noti per il loro ricorso alla pena capitale vi sia un "grande movimento" verso l’abolizione. "Negli Usa, su 37 Stati che la prevedono, in pratica la applicano solo in 13, e metà delle esecuzioni sono in Texas", ricorda, precisando come sia in corso "di fatto una moratoria pratica sull’iniezione letale, che è stata sospesa in seguito a un ricorso alla Corte suprema, e non verrà applicata fino al pronunciamento di quest’ultima". E pure in Cina "le condanne capitali sono calate del 30% nell’ultimo anno". "La pena di morte – afferma il portavoce di Sant’Egidio – mentre vuole difendere la vita, paradossalmente legittima al livello più alto, che è quello dello Stato, una cultura di morte". La moratoria, pertanto, significa promuovere una "cultura di vita". E in questo cammino "ci sono tanti compagni di strada", aggiunge, facendo riferimento alla presenza di Amnesty International, "soggetto storico che da decenni lotta contro la pena di morte", anche se, riconosce Marazziti, ha recentemente compiuto uno "scivolone" legittimando il ricorso all’aborto. "Da parte nostra – conclude – condividiamo pienamente le parole del card. Martino", il quale, in un messaggio alla Comunità, ha sottolineato come la "cultura della vita" implichi la sua protezione "dal concepimento fino alla morte naturale".