"Sapevamo che i missionari erano a rischio da mesi per via dei permessi di soggiorno scaduti. E’ difficilissimo lavorare in Eritrea. Tutto avviene sotto il controllo del governo, che due giorni fa ha mandato delle comunicazioni ufficiali e alle ong che lavorano nel Paese". A raccontare al Sir la delicata situazione nel Paese africano, che alcuni giorni fa ha espulso quattordici missionari (ma si parla di undici o tredici), è una fonte che preferisce mantenere l’anonimato proprio per la difficoltà del momento. Il governo di Asmara, guidato da Isaias Afworki, ha infatti attuato da alcuni anni una politica tesa ad allontanare dal Paese gli occidentali che vi lavorano, anche per motivi umanitari. "Nel 2005, secondo la ‘Proclamation’ che aveva mandato fuori dal Paese molte organizzazioni spiega la fonte anonima -, le ong non sono più realizzatori di progetti ma solo donatori autorizzati al monitoraggio, mentre il realizzatore diretto sarebbe il governo stesso. Questo ci è stato ricordato in una comunicazione ufficiale di due giorni fa. Per cui in teoria noi dovremmo consegnare tutti i progetti al governo". (segue)