TIFOSO UCCISO: RUNGI (TEOLOGO), "VICINI ALLE FAMIGLIE DEL GIOVANE E DEL POLIZIOTTO"

"Di fronte alla tragedia della morte del giovane tifoso laziale morto ieri sull’A1 c’è solo necessità di fare silenzio e di pensare seriamente perché avvengano simili tragedie che in primo luogo toccano i familiari del giovane morto e in secondo luogo anche le Forze dell’Ordine": è quanto scrive padre Antonio Rungi, teologo morale commentando la morte di Gabriele Sandri ucciso ieri sull’A1 da un colpo di pistola esploso, a quanto pare accidentalmente, da un agente della stradale. "La Chiesa in questi drammatici casi – afferma il teologo – non grida alla vendetta, ma alla misericordia e al perdono, ma chiede anche di fare giustizia secondo le leggi dello Stato democratico e l’iter processuale. Un grave fatto del genere non può assolutamente essere motivo scatenante per altri atti di violenza. Solo un accertamento della verità dei fatti ed eventuali attribuzioni di precise responsabilità può attenuare la sofferenza di un momento come questo che vede un giovane morto e un poliziotto sicuramente distrutto per quello che è accaduto. Nessun uomo che svolge il suo lavoro nelle Forze dell’Ordine vuole ed opera per la morte dei propri connazionali". (segue)