"Soltanto attraverso un comune impegno di condivisione, è possibile rispondere alla grande sfida del nostro tempo: quella cioè di costruire un mondo di pace e di giustizia, in cui ogni uomo possa vivere con dignità. Questo può avvenire se prevale un modello mondiale di autentica solidarietà, in grado di assicurare a tutti gli abitanti del pianeta il cibo, l’acqua, le cure mediche necessarie, ma anche il lavoro e le risorse energetiche, come pure i beni culturali, il sapere scientifico e tecnologico". Con queste parole Bendetto XVI ieri, prima della recita della preghiera dell’Angelus, ha ricordato l’attualità di San Martino vescovo di Tours di cui l’11 novembre la Chiesa fa memoria. Il Papa ha richiamato il famoso "atto carità fraterna" del santo, quando ancora era un soldato, cioè il dono del proprio mantello a un povero. "Il gesto caritatevole di san Martino ha affermato – si iscrive nella stessa logica che spinse Gesù a moltiplicare i pani per le folle affamate, ma soprattutto a lasciare se stesso in cibo all’umanità nell’Eucaristia, Segno supremo dell’amore di Dio, Sacramentum caritatis. E’ la logica della condivisione, con cui si esprime in modo autentico l’amore per il prossimo".