CARD. RUINI: LA CHIESA, UNA "MINORANZA" CHE "DEVE AVERE IL CORAGGIO DELLA PROPRIA DIVERSITÀ"

"La Chiesa esiste oggi nella condizione di una ‘minoranza cognitiva’ che deve avere il coraggio della propria diversità", perché "il suo futuro dipende essenzialmente dalla profondità del suo rapporto con il proprio fondamento, Gesù Cristo". Lo ha detto oggi il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, soffermandosi sull’attualità del pensiero di Leo Scheffczyk. Per il teologo, nonostante la cosiddetta "conversione della Chiesa al mondo" abbia portato "all’irrilevanza e al conformismo nei confronti del mondo", in essa "continua ad esservi una vita piena di forza e originaria, non meno significativa delle manifestazioni erosive per il futuro del cattolicesimo, sebbene le sue espressioni siano spesso screditate come conservatrici". I problemi individuati da Leo Scheffczyk, è l’analisi del cardinale, "certamente non sono scomparsi in questi anni e decenni, ma si sono attenuati almeno in parte, mentre le forze vive a cui egli fa riferimento si sono nel frattempo sviluppate consolidate". "Benedetto XVI, con il suo invito ad allargare gli spazi della razionalità – ha concluso Ruini – sta aiutando la Chiesa cattolica, e anche la cultura del nostro tempo, a compiere un ulteriore e fondamentale passo in avanti, in quella direzione che Leo Scheffczyk ha indicato e motivato già in questo libro".