"Un uomo discreto, silenzioso, quasi timido", "incredibilmente colto e intelligente", capace di "prendere posizione anche rispetto ai temi attuali". Così Benedetto XVI definisce il card. Leo Scheffczyk, il teologo creato cardinale da Giovanni Paolo II la cui figura sarà al centro di un incontro organizzato a Milano (ore 17.30, Aula Gemelli dell’Università Cattolica),in occasione della pubblicazione di due volumi editi da "Vita e Pensiero": "Il mondo della fede cattolica. Verità e forma", di Scheffczyk appunto, e "Ha amato la Chiesa. Madre Giulia Verhaeghe e gli inizi della Famiglia spirituale ‘L’Opera’". Nell’intervista – anticipata oggi da "Vita e pensiero" e contenuta nel volume citato il Papa offre un personale e commosso ricordo del collega e amico, a un anno dalla sua scomparsa: dall’iniziale conoscenza nel periodo del secondo dopoguerra, alla condivisione dell’esperienza del Concilio fino ai loro ultimi incontri tra i due teologi, da cardinali. "Aveva una natura piuttosto timida racconta, ad esempio, il Santo Padre sicché, quando ha ricevuto la porpora, si è meravigliato non poco di tale fatto. Nel silenzio e nella discrezione che gli erano propri, è stato un uomo profondamente religioso". (segue)