"Non scrivere sugli altri ciò che non vorresti fosse detto di te". Lo disse dieci anni fa a Napoli Enzo Biagi, ricevendo il premio "Ucsi Buone Notizie". Un’affermazione che, per Massimo Milone, presidente nazionale dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), "oggi più che mai è il testamento spirituale di un grande giornalista con l’anima, che ha unito sempre al rigore professionale una sensibilità culturale e soprattutto umana raramente riscontrabili nella nostra professione". Secondo Milone "i valori etici e deontologici del giornalismo non avevano bisogno, nel racconto di Enzo Biagi, di alcuna carta sindacale, o garante, o riferimento giuridico, o struttura corporativa, ma erano la cifra naturale di una professione che racconta ogni giorno, dietro ogni notizia e ogni piccolo o grande avvenimento, la storia di uomini, con le loro virtù, le loro passioni, le loro speranze. In più, con la certezza di espletare un servizio civile per il paese tutto". "È questo ha concluso il presidente dell’Ucsi – il giornalismo che amiamo ricordare di Enzo Biagi, che abbiamo sempre trovato al fianco della nostra associazione, in 50 anni di storia, vicino e profondamente motivato quando l’informazione ha dovuto fare i conti con la propria coscienza".