Durante le messe comunitarie "abbiamo pregato perché non si diffonda reciprocamente un atteggiamento di criminalità, di diffidenza tra il popolo romeno e quello italiano perché questi due popoli, per la loro storia e la loro cultura, non lo meritano". Lo afferma al Sir p. Pierangelo Ondei, responsabile della Missione cattolica italiana di Iasi, in Romania, commentando i recenti avvenimenti che hanno visto cittadini rumeni protagonisti di alcuni episodi di violenza in Italia. La popolazione italiana residente in Romania vive questi momenti con "un senso di disagio ma anche di preoccupazione aggiunge il religioso orinino ben consapevoli che dei rumeni che vivono e lavorano in Italia in modo dignitoso si parla poco in questo periodo. Noi qui prosegue abbiamo molti contatti con famiglie rumene che vivono in Italia e sono persone buone, oneste e corrette. I loro familiari vivono anche loro un senso di disagio. Noi stessi italiani viviamo questa situazione perché percepiamo che si stia criminalizzando un popolo piuttosto che tentare di fare giustizia nei confronti di alcuni soggetti che operano in modo criminale in Italia". Gli italiani che vivono in Romania sono anche preoccupati che questa "criminalizzazione porti a gesti di ritorsione nei loro confronti". Un incontro di preghiera di suffragio per Giovanna Reggiani si è tenuto a Bucarest nella parrocchia italiana.