VITA UMANA: MONS. RAVASI (VATICANO) "ALTRUI ARGOMENTAZIONE" E "PROPRIA IDENTITÀ" (2)

“La comunicazione ecclesiale è chiamata oggi, specie nel rivolgersi alle giovani generazioni, a tener conto delle specifiche gamme lessicali di coloro cui ci si rivolge. Fa pensare il fatto che, da ricerche recenti, i giovani pare utilizzino non più di 800-1.000 vocaboli, rispetto ai 150 mila del nostro vocabolario. Sarà nostro compito, come pure dei comunicatori, adattare concetti complessi come quello della vita nascente a un lessico così ristretto”: lo ha detto questa mattina in Vaticano il presidente del Pontificio consiglio della cultura, mons. Gianfranco Ravasi, incontrando i giornalisti in occasione della presentazione della conferenza internazionale “Ontogenesi e vita umana” (Roma, 15-17 novembre, Ateneo Regina Apostolorum). Secondo Giuseppe Noia, docente di medicina dell’età prenatale all’Università Cattolica, relatore al convegno, “l’embrione oggi è segno di contraddizione, perché si discute se sia o meno già ‘uomo’, mentre la scienza attesta, a vari livelli, che il nostro destino di esseri umani inizia già dal primo giorno e vede l’embrione attivo protagonista del proprio impianto”. “Rilevo una certa schizofrenia culturale oggi – ha proseguito – da parte di quanti difendono lodevolmente le querce o i cuccioli di orso, non prestando attenzione al fatto che il ‘cucciolo d’uomo’ ha bisogno di essere protetto quanto se non più degli animali”.