"Sull’allargamento del Trattato di Schengen ai nuovi Stati membri, credo che le autorità italiane farebbero bene ad usare la stessa prudenza con cui questa questione viene affrontata da altri Paesi. Sarebbe una prudenza giustificata". Il professor Ugo Draetta, docente di Diritto dell’Unione Europea all’Università Cattolica di Milano, è d’accordo con la linea della "riflessione" invocata da autorevoli esponenti politici di centrodestra e centrosinistra, relativamente agli accordi che consentono la libera circolazione delle persone senza controlli alle frontiere. "In questo momento sottolinea Draetta è in corso un negoziato con i governi dei nuovi paesi membri dell’Unione che porterà all’allargamento degli aderenti al Trattato. Prima però, è necessario che questi stati si dotino del Sistema d’informazione Schengen (Sis), una sorta di schedario informatico per la gestione e lo scambio di informazioni tra i Paesi firmatari del Trattato, che ancora non hanno. Infine, non dimentichiamo che l’allargamento ai nuovi Paesi dovrà essere deciso dal Consiglio all’unanimità e, quindi, basterà anche un solo voto contrario per bloccare tutto".