ENZO BIAGI: MONS. RAVASI (PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA), UN’ETICA "IRRADIATA DALLA LUCE DELLA FEDE" (2)

A fianco del ritratto umano e del "legame con le origini, con la religiosità della madre, con la moralità che gli avevano trasmesso i genitori", mons. Ravasi ricorda l’abilità narrativa di Biagi, nella quale "non vi era né l’assalto, per far cadere in contraddizione l’interlocutore, né la semplice narrazione". "Quando incontrava qualcuno, aveva la capacità di fare il ritratto del personaggio, ma d’altra parte non erano mai ritratti neutri: alla fine il giudizio c’era sempre, e talora l’interlocutore ne usciva piuttosto malconcio. Però veniva fatto sempre con la capacità narrativa e lo stile di un giornalismo che era proprio anche di un altro grande giornalista, Indro Montanelli". Circa il contributo che Biagi e Montanelli hanno dato alla cultura e al Paese, mons. Ravasi sottolinea come questi ammirassero "coloro che avevano una loro coerenza e un loro rigore". Con un’"etica laica, ma profondamente irradiata dalla luce della fede", Biagi c’insegna ancora adesso a "ritrovare la capacità di distinguere ciò che è bene da ciò che è male" e che "la cultura non è semplicemente un’etica comportamentale, ma è invece anche una netta concezione della persona, dell’uomo, dei valori, nel rigore e nella semplicità". E questa, conclude, "è un’eredità da non perdere".