"Il decreto legge che accelera le espulsioni, se da una parte risponde al bisogno di sicurezza sempre più diffuso, dall’altra getta una luce triste sulla gestione del fenomeno migratorio, ne enfatizza i rischi, calca le tinte dell’allarmismo emergenziale, e produce il contrario di quanto non si vorrebbe". È quanto afferma padre Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale degli Immigrati in Italia della Fondazione Migrantes, dopo il recente decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri a seguito dell’omicidio di Giovanna Reggiani, la donna aggredita ed uccisa da un rumeno presso la stazione di Tor di Quinto a Roma. Per padre Gnesotto con questo il tema dell’immigrazione è "condotto verso questioni primitive, della prima ora, che fanno apparire lontani argomenti importanti quali quelli della cittadinanza agli immigrati, del dialogo interculturale, dell’inclusione. Si enfatizzano i rischi e si dà una presentazione dell’Italia come di una fortezza assediata, si stimolano gli schieramenti pro o contro gli immigrati, quasi che la loro esistenza dipendesse da noi, e si continua il gioco del botta e risposta sull’invasione che c’è o non c’è, sul pericolo o meno di questa presenza". (segue)