Di quanti tipi sono le famiglie dei migranti? Di almeno tre, ha risposto il sociologo dell’Università Statale di Milano, Maurizio Ambrosini, intervenuto alla presentazione del dossier Caritas Migrantes. "Il primo tipo ha spiegato è la famiglia unita, prima della partenza di un componente, che oggi sempre più spesso è la madre. Il secondo tipo è la famiglia nella separazione, la famiglia sognata da chi è lontano, che si basa su relazioni a distanza. Il terzo tipo, infine, è la famiglia ricongiunta, che è diversa dalle altre due, perché, nel frattempo, i suoi componenti hanno fatto percorsi differenti; è una famiglia che deve ricominciare a vivere insieme". Un compito non sempre facile, soprattutto quando a emigrare sono le donne che, una volta ricongiunte al coniuge ai figli, si trovano, di fatto, a dover svolgere il ruolo di capo-famiglia (perché già integrate e in grado di padroneggiare la lingua), che il marito non riconosce loro. "Questi ricongiungimenti rovesciati ha spiegato il professor Ambrosini sono molto faticosi, perché riguardano mariti che, di colpo, si trovano a dover dipendere dalla moglie, con un’evidente perdita di ruolo e di autostima. Lo stesso vale per i figli: finché vivevano al paese di origine se la cavavano bene, con le rimesse inviate dalla madre, ma, una volta in Italia, si scoprono in fondo alla scala sociale".