Quando il Papa richiama al rispetto per la vita non si rivolge solo ai cattolici ma a tutti gli uomini. Lo scrive Marco Doldi, teologo moralista, in una nota per il SIR dedicata alle parole pronunciate ieri mattina ai farmacisti. "La Chiesa scrive Doldi – invita gli attori del progresso medico e farmaceutico a valutare il segno morale delle odierne acquisizioni. Lo fa non per difendere privilegi personali, che neanche si individuerebbero, e neanche per imporre una sua visione della vita. A tutti gli uomini propone con l’aiuto della fede e della ragione alcuni valori morali, validi ieri ed oggi, senza i quali la convivenza umana sarebbe barbarie". "Il progresso spiega il teologo – non è, di fatto, un evento sempre buono o moralmente neutro; deve essere attentamente valutato in ogni fase: quella della ricerca a che costo? quella dell’applicazione sull’uomo è per il bene di tutti e ciascuno?". "Pensare che non si debba fare una valutazione su tutto questo é assurdo". Questo discorso vale soprattutto per il farmacista che "non è un semplice negoziante, votato a soddisfare le richieste dei clienti". È "un educatore delle coscienze", uno "capace di far nascere in sé e negli altri un sussulto di umanità" e quindi di "rifiutare di commercializzare quelle medicine destinate a porre fine alla vita delle persone, come nel caso dell’aborto o dell’eutanasia".