"La cultura gioca un ruolo importante nella vita quotidiana dei cittadini Ue": è una delle conclusioni cui sono giunti i ricercatori di Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione europea, dopo un lavoro di accorpamento e rielaborazione dei dati disponibili sulla cultura e le attività economiche ad essa correlate, dal turismo alla gestione del patrimonio artistico. Un primo elemento che viene evidenziato riguarda l’occupazione: "Quasi cinque milioni di persone lavora in tale settore" (il dato risale alla fine del 2005), "pari al 2,4% della forza lavoro totale nei 27 Stati membri". Ma le differenze nazionali sono notevoli: si va dal 3,8% in Olanda al 3,3% di Svezia e Finlandia, paesi che assicurano il massimo di livello occupazionale in tale ambito, fino ai minimi di Romania (1,1%), Portogallo (1,4) e Polonia (1,7). Eurostat rileva: "Le persone che lavorano nel campo culturale hanno generalmente un livello di istruzione superiore a quelle occupate in altri ambiti dell’economia", con elevate percentuali di diplomati, laureati e specializzati. D’altro canto, la parte "di lavoratori precari o temporanei è maggiore che negli altri settori" (fino al 16%, rispetto a una media del 13). (segue)