“Oggi, in Europa, c’è la tendenza a raggruppare tutte le differenze, quasi che fossero tutte uguali. Ma la differenza di genere, rispetto a tutte le altre, è costitutiva della persona, appartiene alla sua essenza originaria più profonda”. A puntualizzarlo è stata Maria Stratigaki, docente all’università Panteion, in Grecia, intervenendo oggi al Convegno su “Pari opportunità e diritti umani” promosso dai tre atenei statali della capitali e che si chiude oggi a Roma. “La tendenza più recente delle politiche europee in materia – ha detto la relatrice – è quella di considerare l’uguaglianza di genere non incentrandosi unicamente sui problemi economici”, come dimostra ad esempio il piano d’azione dell’Ue su donne e scienza. Nonostante ciò, ha fatto notare Stratigaki riferendosi alle prospettive del programma quadro per a ricerca 2007-2013, “le politiche europee non sono sufficienti a ribaltare la situazione”. Da quando l’European Research Council eroga fondi alle singole persone, ha dettola relatrice, “su 8.794 domande quelle presentate da giovani ricercatrici rappresentano il 30% del totale”. Percentuale, questa, che scende però al 24% delle 559 proposte selezionate. “Da sottolineare – ha commentato la relatrice – anche il dato disaggregato delle proposte femminili selezionate: solo l’8% riguarda facoltà scientifiche o tecnologiche, contro il 64% relative a facoltà umanistiche o sociologiche”.