La conferenza episcopale ceca sta trattando con il governo di Praga per ottenere un risarcimento di tre miliardi di euro da corrispondere in rate per circa 60-70 anni. La notizia è stata diffusa il 25 ottobre dal presidente della Conferenza episcopale, mons. Jan Graubner, in un’intervista al periodico cattolico ceco “Katolicky tydenik”. La somma rappresenta il risarcimento per gli espropri effettuati da parte del governo comunista a partire dal febbraio 1948 nei confronti di terreni ed edifici di proprietà della Chiesa ceca, oggi utilizzati in altro modo e non restituibili. Mons. Graubner ha riferito sullo stato delle trattative per la regolamentazione del rapporto tra Stato e Chiesa in Repubblica Ceca. La soluzione è stata prospettata nel corso di un incontro tra mons. Graubner, Pavel Cerny, presidente del Consiglio ecumenico delle Chiese, Vaclav Jehlicka, ministro della cultura e il viceministro Jaromir Talir. Jehlicka ha consegnato a mons. Graubner una proposta di legge cui hanno contribuito, tra gli altri Jehlicka stesso e il ministro per gli esteri Karel Schwarzenberg. La bozza consegnata da Jehlicka disciplina le modalità dell’accordo di risarcimento. Al ministro è stato consegnato un documento analogo elaborato dalla Commissione ecclesiastica.