SIR EUROPA: PARI OPPORTUNITÀ, LA SPAGNA "DA ULTIMA ARRIVATA A PIONIERA”

La cultura delle pari opportunità ha avuto in Spagna “uno sviluppo molto rapido”, tanto da poter dire che tale nazione si è trasformata “da ultima arrivata in pioniera”. Lo ha detto Emanuela Lombardo, ricercatrice all’università Complutense di Madrid, intervenendo al convegno su “Pari opportunità e diritti umani”, che si conclude oggi a Roma. “La transizione dalla dittatura franchista a una moderna democrazia aperta all’Europa – ha esordito la relatrice – è durata in Spagna circa un decennio. Nel periodo compreso tra la morte di Franco nel ’75 e l’entrata della Spagna nell’allora Comunità economica europea nell”86 si crea l’Agenzia nazionale per le pari opportunità, l’Istituto de la Mujer fondato nell”83″. Da quel momento, “le politiche in materia di uguaglianza di genere e le strutture di parità a livello nazionale e regionale si sono sviluppate molto rapidamente”. Fino alla legge 2007 sull’uguaglianza che “obbliga i partiti a far sì che il numero dei candidati dello stesso sesso non superi il 60% e non sia inferiore al 40%”. Previste, inoltre, dalla nuova legge “azioni positive a favore delle donne, per correggere situazioni di disuguaglianza di fatto rispetto agli uomini” e l’introduzione di “presenza o composizione equilibrata di donne e uomini nell’amministrazione dello Stato, negli organi di selezione del personale e nei Consigli d’amministrazione di imprese a partecipazione pubblica”.