"Una delle figure più importanti della storiografia di ispirazione cattolica del Novecento". Giorgio Campanini, docente di storia delle dottrine politiche all’Università di Parma, definisce in questi termini al SIR la figura dello storico Pietro Scoppola, morto questa notte a Roma, e ricorda come "il difficile rapporto fra cattolici e democrazia in Italia, e la ricerca di una nuova collocazione del cattolicesimo democratico nel nostro Paese" dopo la crisi della Democrazia cristiana, sia stato per Scoppola "un costante tema di riflessione". Per Campanini "la lezione più importante" dello storico appena scomparso "consiste nell’aver costantemente insistito sulla necessità da parte dei cattolici di non erigere steccati nei confronti della migliore cultura laica. Egli ha fortemente sottolineto l’esigenza del dialogo, nonché del superamento della figura del partito ‘confessionale"’ nel quale, peraltro, non si era mai riconosciuto". "Ciò che rimane impresso è anche la sua grande statura spirituale. Un uomo di profonda fede, esemplare nell’impegno ecclesiale e nella vita privata. Da questo punto di vista conclude Campanini sono convinto che lascerà una traccia profonda nella Chiesa italiana".