IMMIGRAZIONE: CARITAS ROMA-OIM-ANCI, "PER I RIFUGIATI LA FIGURA CHIAVE È IL MEDICO DI FAMIGLIA"

Nel rapporto tra rifugiati e sanità pubblica è il medico di medicina generale la figura chiave di riferimento, ma non mancano le criticità, come la difficoltà di affrontare il disagio psichico: è quanto emerge dalla ricerca, presentata questo pomeriggio a Roma su "Servizi socio-sanitari e rifugiati", realizzata da Anci/Servizio Centrale in partenariato con l’Unità Psicosociale e di Integrazione di Oim–Organizzazione internazionale per le migrazioni e la Caritas diocesana di Roma-Area sanitaria. La ricerca è stata presentata oggi in un incontro a Roma. Sono state analizzate 801 schede sanitarie e realizzate interviste con i referenti dei 102 progetti della rete di accoglienza. Le persone interessate sono per il 60% uomini, nati perlopiù tra il 1971 e il 1980. Il 77% viene dal continente africano. I principali problemi sanitari sono: di carattere gastro-interico; patologie odontoiatriche; problemi psichiatrici. Nel 51% dei casi i problemi sono stati espressi direttamente dal beneficiario; nel 17,8% emersi grazie a un controllo medico. Sono principalmente richiesti: ricorso al medico di medicina generale (29.46%); visite specialistiche (25.22%); pratiche amministrative (16.35%). Il medico di medicina generale viene scelto ricercando la combinazione tra competenza e sensibilità (68%), a conferma della centralità delle dinamiche relazionali. (segue)