"Esse ha spiegato il card. Bertone – si riferiscono, in modo particolare, al riconoscimento della personalità giuridica della Chiesa Cattolica e dei suoi enti nell’ambito della società civile, della sua indipendenza nel culto e nell’apostolato, del suo specifico apporto nei campi culturale, educativo, pastorale, militare, assistenziale, caritativo e dei mass-media del Paese". Per il cardinale, "in uno Stato come la Bosnia ed Erzegovina, che accoglie entro i suoi confini una società multi-etnica e pluri-religiosa, l’attuale Accordo risulta la miglior garanzia giuridica per assicurare l’ordinato svolgimento della vita religiosa, soprattutto nelle sue implicazioni pubbliche". La retta applicazione di quanto pattuito "andrà perciò nell’interesse del Paese ha sottolineato -, poiché, oltre ad offrire di esso una immagine positiva a livello internazionale, contribuirà al superamento dei gravi problemi ereditati dal passato ed alla costruzione di un futuro migliore; un futuro in cui si possano realizzare le aspirazioni di un Paese che, per storia e geografia, rappresenta un singolare crocevia di identità diverse, ma che ha concluso il card. Bertone – appartiene di pieno diritto all’Europa".