"Dalle promesse di 2.500 euro annue per ogni figlio il Governo è arrivato a dare 150 euro alle sole donne lavoratrici, escludendo dal bonus le madri che per scelta, o per mancanza di concrete possibilità, si dedicano al lavoro di cura ed educazione dei figli. Questo bonus è un nuovo colpo alle famiglie monoreddito e afferma un concetto inaccettabile: il lavoro domestico e di cura dei figli per questa società non vale nulla". Lo afferma oggi la presidente del Moige (Movimento Italiano Genitori), Maria Rita Munizzi commentando l’emendamento alla Finanziaria, approvato ieri, che introdurrebbe una detrazione di 150 euro per le madri lavoratrici. "Ci sarebbero, dunque, madri di serie A, che lavorano, affidando i figli ad altri, e che per questo sono incoraggiate e sostenute dichiara -, e mamme di serie B, che non lavorano fuori casa, per scelta o per necessità, e che non meritano sostegni". "Accogliendo questo emendamento prosegue la Munizzi – il Governo dimostra di voler proseguire su una strada tracciata da oltre 30 anni, quella di un fisco iniquo nei confronti delle famiglie, e in particolare di quelle numerose e monoreddito". "Bisogna dire ‘no’ a questo nuovo atto di discriminazione conclude la Munizzi ; non si può accettare che un nucleo genitoriale venga discriminato nel suo di ricevere aiuto e promozione in base al fatto che la madre lavori fuori oppure che lavori in casa".