Dalla ricerca, prosegue Dal Ferro, emerge "una preoccupazione generalizzata" per "l’ambiente sempre più inquinato e quindi nocivo alla salute. Le risposte riguardano quattro settori specifici, lo smaltimento dei rifiuti, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, lo spreco dell’acqua e i cibi adulterati per le regole del mercato". Circa i rifiuti "è generalizzata la convinzione della raccolta differenziata (95,4%)". Gli intervistati non si dicono "contrari alla costruzione di inceneritori (78%), pur conservando su di essi alcune riserve". Circa l’inquinamento, essi attribuiscono "la responsabilità prioritaria alle fabbriche (95,8%) e al trasporto privato (molto 41,1%, abbastanza 41,8%), al quale però non si vuole rinunciare", e chiedono "con decisione che chi inquina sia impegnato a disinquinare". Per Dal Ferro, i dati emersi dimostrano che "il progresso, anche in futuro, non può essere ostacolato, ma richiede di essere coniugato con la qualità della vita", e che "alcuni assiomi assoluti del passato: – no al nucleare, no agli inceneritori -, pur permanendo su di essi gravi riserve, vengono relativizzati". Al simposio sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Alessandro Peressotti (Università di Udine), e Stafano Soriani (Università Ca’ Foscari di Venezia).