SETTIMANA SOCIALE: PALMERINI (GIURISTA), INQUADRAMENTO GIURIDICO DEI TEMI DELLA VITA E DELLA MORTE

” “”La legge n. 194/78 sull’interruzione della gravidanza non qualifica l’aborto come oggetto di un diritto fondamentale; al contrario, regolandolo, sulla spinta della sentenza della Corte costituzionale che aveva depenalizzato l’aborto su donna consenziente, propone un bilanciamento tra valori in conflitto all’esito del quale soltanto la tutela della salute della donna può risultare prevalente sulla vita del concepito”. È quanto ha affermato Enrica Palmerini, giurista e docente alla scuola Superiore S.Anna di Pisa, intervenendo alla quarta sessione della Settimana Sociale. Anche con la legge 40/2004 – secondo la relatrice – si è voluto porre fine “ad un’astensione che, se in parte era attuata per non legittimare pratiche sulle quali non vi è un diffuso consenso sociale e, soprattutto, convergenza a livello politico, finiva in sostanza per abbandonare la procreazione assistita a dinamiche puramente fattuali, alla prassi non assistita da alcuna regola”. Anche sui temi del “fine vita” – ha poi aggiunto – “la rinuncia a inquadrare giuridicamente e a qualificare posizioni di interesse che si radicano nella sfera vitale per il timore di interpretazioni soggettive e discrezionali di concetti complessi e indeterminati” può "finire per tradire un senso di abbandono”.” “