” “"L’orizzonte della biopolitica è ben più ampio di quello della bioetica", ed oggi "la pervasività della biopolitica è inquietante". Lo ha detto Francesco D’Agostino, ordinario di filosofia del diritto all’Università Tor Vergata di Roma, intervenendo alla terza giornata della Settimana Sociale, che si concluderà domani a Pisa. "La biopolitica ha spiegato il relatore – è quel paradigma tipicamente moderno che ritiene l’humanitas non un presupposto, ma un prodotto della prassi". Tra gli esempi di biopolitica, D’Agostino ha citato "la legalizzazione pressoché planetaria dell’aborto, avvenuta non casualmente in un arco temporale estremamente ridotto e caratterizzato almeno in Occidente dal consolidarsi del modello democratico": "segno inequivocabile", per il giurista, "della forza con cui il paradigma biopolitico pretende di gestire la nuda vita, autorizzandone l’esistenza o almeno sindacandone la stessa legittimazione sociale". Secondo esempio "plateale" del consolidarsi del paradigma biopolitico: "l’alterazione dell’ equilibrio alla nascita tra i sessi", come in India e in Cina, dove risultano "palesemente inefficaci" rimedi quali "la repressione penale degli aborti selettivi", fino "alla proibizione di qualsiasi indagine prenatale volta a individuare il sesso dei nascituri". (segue)” “