La sfida per i credenti oggi è quella di vivere "la tensione alla compresenza di contemplazione e azione": lo ha detto oggi, nel primo intervento alla quarta sessione della Settimana Sociale sul tema della "biopolitica", Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia morale all’Università di Messina, che ha parlato sul tema "L’urgenza del bene: le voci della mistica". Tale "tensione", ha detto, "significa entrare nelle cose, negli avvenimenti, senza esserne assorbiti, stando cioè presso gli affari del mondo e non dentro, con la certezza che questo vive già dentro il circolo dell’eterno". Sindoni ha citato numerose figure di mistici, da Meister Eckhart ad Edith Stein, da Armida Barelli ad Adrienne von Speyr, da Dag Hammarskjold a Madre Teresa di Calcutta, richiamando il filo comune che li lega: "È l’opera di Dio che conta, ad essa vanno ricollocate le azioni, i progetti legati alle cose della terra". La relatrice ha poi sottolineato che la vita mistica non è una "fuga" dal mondo, affermando: "Né si pensi che si respiri qui una spiritualità rarefatta, quanto al contrario la percezione di un aggancio concretissimo alla durezza della vita reale. Non regge più lo stereotipo di una mistica individualizzante, misura privata di un intimistico legame con Dio". Sindoni ha sottolineato che "l’amore – impronta certa dell’Invisibile – impone l’esteriorità del suo darsi". (segue)