SETTIMANA SOCIALE: DONATI, IL "NUOVO WELFARE" E I "CONTRATTI RELAZIONALI"

Il welfare attuale "tutela gli interessi economici con i contratti, quelli politici con le forme di rappresentanza, ma non sa come trattare le identità culturali, che richiedono beni relazionali che richiedono un certo tipo di capitale sociale". Lo ha detto Pierpaolo Donati, ordinario di sociologia all’Università di Bologna, intervenendo alla seconda giornata delle Settimane sociali. "I contratti classici e neo-classici – è la tesi dell’esperto –non sono più adatti per il nuovo welfare, perché occorrono contratti relazionali che hanno come oggetto delle relazioni, per esempio di cura, che non sono né materiali né standardizzabili. Abbiamo bisogno di regole, ma le regole di per sé non sono la soluzione, perché esse dipendono dalle premesse non contrattuali del contratto. Qui viene in gioco la concezione antropologica dei diritti, su cui occorre trovare un consenso non relativistico". Secondo il relatore, in altre parole, "il nuovo welfare non può essere prodotto dai soli individui privati, né solo da uno Stato sempre più interventista, e neppure da un mix fra le due vie, ma da una adeguata relazione sussidiaria fra gli attori in gioco, che si concretizza in una organizzazione sociale plurale e societaria". (segue)