Per monsignor Nozza la comunità cristiana può e deve intervenire in diverse direzioni. "Si tratta spiega di fare pressioni sui responsabili delle istituzioni pubbliche perché il territorio abbia le risorse comuni per tutti. In sostanza perché ci siano e siano accessibili quei servizi che permettono una vita buona. Parlo dei servizi alla salute, della scuola, del bene primario della casa. Più ancora, però, la comunità cristiana può e deve insistere in termini pedagogici per ritessere legami e relazioni nei diversi contesti di vita. In sostanza bisogna promuovere l’idea che fare da soli, chiudersi nel bunker, vuol dire morte e insicurezza per tutti. È, questa un’azione che la Chiesa, maestra d’umanità, può mettere in atto attraverso tutte le proprie agenzie e andrebbe fatto promuovendo un agire comune, in rete, con una strategia coordinata". Per il direttore della Caritas, infine, "la Chiesa può sperimentare alcune forme anche minime, ma esemplari, di aiuto e di prossimità. Sono, ad esempio, il microcredito, la finanza etica, la difesa di beni comuni per realizzare migliore qualità dell’ambiente sociale".