"Sono molto soddisfatto per l’esito del vertice. Finalmente l’Europa può ripartire" e tornare a occuparsi "di temi concreti e importanti come l’energia, il clima, la globalizzazione e le infrastrutture". Il capo del governo spiega che sul problema della ripartizione dei seggi nell’Europarlamento "l’Italia partiva in salita, ma io contavo sull’esperienza di tanti anni a Bruxelles. Dai colleghi" capi di Stato e di governo "sono giunti infatti riconoscimento, aiuto e simpatia". Anche grazie a questo, "l’Italia avrà un seggio un più" nell’Assemblea Ue, ritrovando la parità dei deputati con la Gran Bretagna. "In effetti spiega Prodi la popolazione italiana e inglese sono pressoché uguali, mentre la Francia", che avrà un deputato in più, "ha due milioni di cittadini più dell’Italia e quasi quattro milioni in più di stranieri residenti". "Abbiamo parlato molto di globalizzazione aggiunge e su questo ritengo necessario che l’Ue aumenti la spesa per istruzione, ricerca e sviluppo per reggere il passo dei cambiamenti". Infine il premier si sofferma sul significato della Carta dei diritti fondamentali. "Certo non produrrà effetti immediati, ma è essenziale per costruire un ethos e valori comuni", che "sono i pilastri sui cui si basa la convivenza in Europa".