VISITA DALAI LAMA A BUSH: RODRIGUEZ (SEDOS), "LA CINA DOVRÀ RENDERSI CONTO CHE NON SONO SOLO AFFARI INTERNI"

La visita del Dalai Lama dal presidente Bush ha scatenato le ire della Cina, che ha già convocato l’ambasciatore Usa. "Di solito la Cina non vuole che nessun Paese riceva il Dalai Lama perché tutto viene considerato una questione politica e una interferenza negli affari interni. Ma se la Cina si apre al mondo dovrà rendersi conto che non esistono solo gli affari interni, perché gli altri hanno punti di vista e pareri diversi". È il parere di padre Carlos Rodriguez, domenicano e direttore generale del Sedos, il Servizio documentazione e studio sulla missione promosso da 111 congregazioni missionarie. Padre Rodriguez ha vissuto come missionario per 28 anni ad Hong Kong ed è una grande esperto di questioni cinesi. "È normale che la Cina si arrabbi perché è in corso il Congresso del partito comunista, ed è un momento un po’ delicato – spiega padre Rodriguez -. Siccome la visita del Dalai Lama negli Usa è accaduta in un momento in cui il Partito è riunito nel Grande congresso annuale, in cui si discute del futuro della Cina e c’è una tensione interna per vedere se vincono i riformatori o i conservatori, il gesto di Bush è stato visto come un attacco. Per questo la reazione è stata più forte". (segue)