Venendo ai decenni più recenti, coi cattolici per la prima volta impegnati in politica e "al potere" con la DC, le Settimane costituiscono "un po’ gli stati generali del pensiero politico-sociale, pulsano del senso di una grande impresa", nota Riccardi, in quanto "il cattolicesimo, dal secondo dopoguerra, ha fatto storia sociale e politica nel nostro paese da protagonista". Riccardi afferma che ora, "con il distacco del tempo, c’è il grande lavoro da fare: scriverne la storia che è comprendere l’impatto dei cattolici, al governo con altri, di fronte a varie opposizioni, ma centrali nel sistema". Una centralità che poi, col logorio del potere, viene progressivamente meno, in quanto "la presenza unitaria si smarrisce in politica e nel sociale", mentre fa capolino un nuovo soggetto: la CEI che "come protagonista collega l’azione sociale all’evangelizzazione: vuole dare spessore unitario ecclesiale ai cattolici, che in tanti modi esistono nella società italiana". Gli anni recenti di Papa Giovanni Paolo II conclude lo storico – sono quelli di un "cristianesimo italiano (che) non è un partito politico, ma una forza sociale, anima di un ‘ethos di popolo" per un "servizio da offrire a tutta l’Europa".