Sulla disponibilità alla solidarietà emergono i dati negativi: gli italiani impegnati in attività solidali sono solo il 6%, i disponibili il 20%, i donatori solamente il 20%, i "compiacenti" (dicono che vorrebbero donare o impegnarsi ma mettono scuse) il 32% e gli "estranei" (ossia completamente disinteressati) il 22%. "L’area della ‘compiacenza’ è un gruppo numeroso ed esiste sempre spiega Belotti -. E’ però sensibile al clima politico, se più orientato verso la solidarietà o verso il cinismo. Per questo bisogna fare campagne di comunicazione per coinvolgerli". Un dato che può far discutere è che 8 italiani su 10 (81%, dieci punti in più rispetto a sei anni fa) ritengono che "gli stranieri siano troppi rispetto alla capacità di assorbimento economiche e sociali". Solo il 47% pensa che gli immigrati siano una risorsa. "Oramai prevale l’individualismo e l’incertezza del futuro secondo Maurizio De Paoli, di Famiglia Cristiana -. C’è lucidità nel riconoscere i problemi ma si delega agli altri la soluzione". Antonio Papisca, del Centro diritti umani dell’Università di Padova sottolinea invece che il 48% degli italiani è favorevole ad interventi dell’esercito italiano solo con le Nazioni Unite. Durante l’incontro è stato fatto uno "Stand up" per chiedere gli aumenti degli aiuti allo sviluppo, l’iniziativa portata avanti dalla Campagna Onu del millennio e che ha già visto 714.000 persone alzarsi in piedi.