ELUANA ENGLARO: SPAGNOLO (UNIVERSITÀ CATTOLICA), "UNA SENTENZA ARBITRARIA" CHE "APRE A DERIVE EUTANASICHE" (2)

Il secondo criterio, relativo alla volontà del soggetto, richiede, spiega ancora il bioeticista, "di ricostruire in qualche questa volontà sulla base dei comportamenti e convincimenti del paziente, ma è una volontà poco ‘attendibile’ perché non accertabile in modo oggettivo, e poco indicativa perché espressa, comunque, in tempi precedenti alla malattia, condizione durante la quale molti soggetti mutano i propri orientamenti". L’affermazione della Corte che "il diritto all’autodeterminazione" del paziente è illimitato, anche se ha come conseguenza "il sacrificio del bene della vita", è per Spagnolo "riconducibile ad una visione molto riduttiva del significato della vita, e appare in contraddizione con il principio della vita come bene indisponibile contenuto nella nostra Costituzione e richiamato nel Codice penale. Un’indisponibilità che sembra qui scontrarsi con il principio di autodeterminazione". "Il bene della vita del singolo non è tuttavia un bene privato e personale, ma piuttosto un bene che appartiene alla società intera. Ogni qualvolta, poi, si afferma un presunto diritto alla morte – avverte infine Spagnolo – si innesca il corrispondente dovere, da parte di un altro, di dare realizzazione a quel diritto".