"Il nichilismo – ha affermato il card. Ruini – non costituisce il nostro destino epocale non superabile positivamente": perciò, "sulla base della serena certezza che l’uomo, creato a immagine di Dio, trascende l’universo fisico del quale pur profondamente fa parte, siamo chiamati ha detto il porporato – a prendere sul serio quella nuova comprensione ed anche quelle possibilità di cambiamento dell’uomo che la razionalità scientifico-tecnologica sta portando avanti". È bene tener presente il discorso sull’uomo proposto dalla rivelazione e su cui lavorano il Magistero della Chiesa e la teologia perché "ci dona quella verità ‘nostrae salutis causa’ che riguarda e coglie certamente la realtà dell’uomo stesso e indica la direzione del cammino che l’umanità deve percorrere per raggiungere la sua salvezza integrale, storica ed escatologica, ma non ci rende autosufficienti e disattenti rispetto a tutto ciò che l’uomo apprende ed opera riguardo a se stesso nel divenire della storia: in particolare non ci induce a una sottovalutazione falsamente umanistica dei risultati delle scienze empiriche". Al contrario, ha concluso il card. Ruini, "ci stimola a partecipare con convinzione ed attivamente a questa grande opera collettiva, come ha insegnato in pagine ricche di passione il Concilio Vaticano II".