Tra gli incidenti che in questi giorni occupano le pagine dei giornali, il caso dei due ragazzi di 17 e 18 anni che, guidando una moto a luci spente, hanno travolto e ucciso un bimbo di tre anni, fuggendo poi senza prestare soccorso. Dopo aver derubricato il reato da omicidio volontario a colposo, il gip del Tribunale dei minori di Milano ha disposto ieri la scarcerazione del minorenne, notizia che la madre ha commentato come "la fine di un incubo". Pur capendo lo stato d’animo della madre, "l’incubo – osserva mons. Sigalini deve essere la responsabilità del figlio, il fatto che abbia ammazzato qualcuno, e non che manchi da casa perché è in carcere". Un’affermazione del genere, aggiunge il presule, va considerata con cautela, altrimenti "la scarcerazione rischia di passare per una mancanza di responsabilità".