CHIESE E ARTE: MILITELLO (TEOLOGA), ESPRESSIONE DEL "MISTERO CHE CI OLTREPASSA" MA CHE OCCORRE "SIGNIFICARE"

"Non basta operare secondo la riforma liturgica operata dal Vaticano II, quanto anche alla ecclesiologia del Vaticano II: occorre quindi interrogarsi circa la corrispondenza ai modelli di Chiesa delle forme architettoniche dell’edificio cultuale": è la premessa posta dalla teologa Cettina Militello nel suo intervento al 5° Convegno internazionale "Chiese… a regola d’arte – L’adeguamento dei luoghi di culto secondo la liturgia del Vaticano II", in corso a Venezia. Occorre "oltrepassare l’ecclesiocentrismo e riconoscere la natura funzionale, sacramentale della Chiesa". Dunque, secondo Militello: "Non edifici ecclesiali ridondanti, magniloquenti, ma case, case abitabili, fruendo in bellezza delle quali, tutta lasciando intatta la suggestione della mensa della Parola e del Pane, ci si sappia diretti ‘oltre’, all’esterno, impegnati in quella testimonianza resa anche dalle belle forme, non fini a se stesse, ma espressive del mistero che ci oltrepassa e che è nostro dovere significare". "Una sapiente circolarità d’ecclesiologia, liturgia, architettura, arti figurative – ha concluso Militello – deve comprendere anche l’istanza escatologica che perciò pure deve essere inclusa nella progettualità e percepibile nell’edificio".