Qual è il futuro del commercio equo e solidale e la sostenibilità delle botteghe del mondo? Se ne parlerà domani durante un incontro a Roma promosso da Ctm altromercato, la principale organizzazione del commercio equo in Italia, che copre oltre il 70% del fatturato italiano in quest’ambito. Durante l’incontro verranno presentate due ricerche, che analizzano la situazione attuale e danno indicazioni per il futuro. Il commercio equo, spiega uno dei curatori Vittorio Rinaldi, "si trova in una fase di transizione dalla condizione di associazioni a vocazioni prevalentemente politico-culturale a quella di vere e proprie strutture commerciali". Dopo 15 anni di "ininterrotta espansione delle attività osserva Rinaldi ci troviamo per la prima volte di fronte a segnali di inversione di tendenza, con risultati di bilancio negativi e manifestazioni di stanchezza e affaticamento dei volontari in più di una bottega". Da qui l’invito a tener conto di sette condizioni per il futuro delle botteghe: la "consapevolezza che la sostenibilità può diventare un problema serio in un futuro non lontano; l’autovalutazione; la previsione del proprio futuro; l’atteggiamento di apertura verso il territorio e verso le esperienze altrui; l’appartenenza; la motivazione; la professionalizzazione". All’incontro interverranno, tra gli altri, Wolfgang Sachs, del Wuppertal Institute e Bruno Amoroso, dell’Università Rosdel del Bene comune.