La Commissione, quindi, considera che "tale situazione non permette di valutare con dovuta scrupolosità la portata, l’intensità e i danni provocati da un’eventuale cosciente collaborazione degli interessati con organi di sicurezza comunisti." Di conseguenza, la Commissione "nelle conclusioni riguardanti le singole persone ha cercato unicamente di presentare in maniera scrupolosa l’attuale stato della documentazione d’archivio". Le conclusioni della Commissione "permettono di formulare delle valutazioni circa il ruolo della Chiesa cattolica nell’azione di contrasto alla programmata ateizzazione dei polacchi", dal 1945 al 1989, e "nell’opera di consolidamento fra la popolazione di valori religiosi e nazionali". Tali conclusioni "comprendono una sintetica esposizione delle premesse dell’ideologia marxista nei confronti della religione (e questo in Polonia riguardava soprattutto la Chiesa cattolica); un panorama generale delle relazioni tra Stato e Chiesa nella Repubblica popolare di Polonia; una descrizione delle repressioni del clero da parte degli organi di sicurezza comunisti e dei tentativi di disintegrazione della Chiesa cattolica ad opera delle autorità comuniste; una presentazione dei risultati degli esami della documentazione dell’Ipn riguardante i membri dell’episcopato polacco tuttora in vita".” ” ” “