EX PARROCO A PADOVA: "SOLIDARIETÀ" E "MESSAGGI" DELLA DIOCESI ALLA COMUNITÀ DI MONTEROSSO (2)

"E’ un onore che la chiesa di Padova mi abbia affidato questo compito di responsabilità", dichiara al Sir mons. Brusegan: "Lo considero un dono di Dio a servizio della Chiesa e del Vangelo, oltre che un’occasione per voler bene al mio amico confratello, che si è lasciato travolgere da una situazione particolarmente dolorosa, per lo sfilacciamento che ha causato nella sua comunità". Con quest’ultima dichiarazione, mons. Brusegan ha assicurato di "voler cercare il dialogo". Come fa del resto l’intera diocesi, aggiunge mons. Costa, tramite "la volontà di dare attenzione alle molte persone della comunità di Monterosso che sicuramente tacciono", a causa della "gestione populista" scelta da don Sante, la cui vicenda è divenuta ormai un caso mediatico (oggi è in programma l’ennesima conferenza stampa, ndr.). La parrocchia di Monterosso è frequentata da circa 800 fedeli. Don Sante Sguotti, 40 anni, legato da tempo ad una donna, aveva chiesto la dispensa per fidanzarsi. Il decreto di rimozione dall’ufficio di parroco, con effetto immediato, stabilisce per don Sante ha l’obbligo di lasciare la parrocchia e di non più esercitare le funzioni di parroco. Al sacerdote, inoltre, è stata revocata la facoltà di udire le confessioni e dunque di impartire validamente l’assoluzione sacramentale.